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 III Legislatura

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MessaggioTitolo: III Legislatura   Dom Ago 30, 2009 9:06 am

.lilith ha scritto:

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A Venezia brilla forte il Sole.
L’aria si fa densa e il vento si muove danzando tra i portici e i cornicioni. L’ombra crea ristoro dall’arsura che brucia i contorni delle statue e infuoca i selciati delle piazze.
Ma anche l’ombra, a Venezia, è luminosa.
I ciottoli delle strade riflettono i raggi del sole e le calde acque ospitano i contorni della città e li fanno armoniosamente ondeggiare.
Un susseguirsi di passi rapidi e disinvolti gremisce i lastricati. Dai canali proviene un allegro vociare che spesso si trasforma in canto.
Le risa di bambini e le amorevoli urla delle madri compaiono, quasi improvvisamente, tra i palazzi e dentro ai portoni.
Sotto i porticati e sui monumentali ponti, con passo calmo e voce greve, si muovono le anime antiche della città.
Con eleganti movimenti, un Araldo si avvicina al cuore di quella piazza così calda e affollata.
In mano una pergamena fulva coi bordi finemente incisi.
Tutto si fa silenzio e curiosità, intorno a lui.
Lo sguardo serio e la voce decisa finalmente svelano l’importanza del messaggio che reca:





" Carissimi Veneziani,
non è passato molto dai tempi della fondazione, ma abbiamo ormai le nostre fondamenta e cominciamo a riconoscerci nelle istituzioni: in molti di noi è fiorito l’amore per questa terramare, e al cuor non si comanda. E parrebbe che il cuore, in questo particolarissimo momento, echeggi nei petti di tutti i cittadini della Repubblica spesso all’unisono.
Siamo testimoni di uno straordinario impegno, profuso nei terreni di lotta e in quelli di produzione materiale e delle idee. Tutto ciò alimenta, e alimenterà sempre di più, la nozione di un concetto inesauribile: il concetto di luogo, sceso tra noi dalle stelle teoretiche, per farsi pratica nel nostro vivere quotidiano, nel nostro fare e dire.
Se questa pare essere, evidentemente, un’età del ferro (scolpito dai fabbri a lettere di fuoco), ci premuriamo di pensare, per le nuove generazioni, un futuro degno del suo corso in avanti.
Le nostre città, le nostre famiglie, le nostre case sono oggi minacciate… la ragione è stata offesa… e noi siamo, e saremo sempre, per un principio di ragione.
La ragione ci chiama, come ci ha sempre chiamato, alla pace. Nella pace, un altro mondo è possibile. Ma qual è la natura delle pace? Quale la strada per raggiungerla? Le astrazioni (i nostri atti fondativi, i nostri statuti, le nostre leggi, i nostri più sottili ragionamenti …) fanno i conti con la realtà: è, questa, un’imprescindibile condizione umana, nostra miseria e nostra delizia.
E la politica, se vogliamo, assieme alla cultura, è, o dovrebbe essere, uno dei principali modi per mediare fra le nostra visione del mondo-vita e la realtà.
Quale la nostra risposta per una pace possibile? Crediamo nella diplomazia e, soprattutto, crediamo nella difesa: la difesa dei diritti umani attraverso i doveri, della nostra libertà, della nostra fratellanza, per un sogno di unità… Crediamo nella parola prima delle armi, nelle armi solo come ultima delle risposte possibili, vedendo, in ciò, una sconfitta per tutti, tutti noi esseri umani, non solamente tutti noi veneziani.
Qualcuno leggerà in queste parole la maniera del politicante di mestiere. Sfidiamo questa gente, sul terreno del dialogo… affinché possa vedere in noi, membri della Libera Fratellanza Italica, oggi, davanti al giudizio dei tutti i nostri conterranei, con la speranza di poterli rappresentare, politici che coordinano concrescendo, piuttosto che comandare imponendosi, che suscitano personalità piuttosto che accentrare omogeneizzando, che comunicano, piuttosto che alimentare una segretezza non necessaria, che cercano di essere semplici ed essenziali, che educano piuttosto che corrompere, che aprono all’altro, piuttosto che vendicarsi, che prendono le parti degli ultimi, che assumono le proprie decisioni sulla base della coscienza, e non del potere, che costruiscono per valorizzare, che suscitano piani d sviluppo per la massima partecipazione di ciascuno.
Sono parole… Si! E la retorica è fatta di parole… Si! Ma averle davanti… queste parole… è per noi molto importante… e riteniamo sia già qualcosa: scripta manent! Un programma è fatto di parole… in un partito serio… i cartelli elettorali interpretano coerentemente il proprio statuto sulle esigenze dell’attualità. Ebbene… il nostro statuto è questo…

http://politicarinascimento.forumattivo.com/documenti-f35/statuto-lfi-t44.htm

E infine.. vorremmo che giudicaste da questo programma… Che è e vuole essere sintetico, pragmatico, per quanto possibile, tenendo conto - come non farlo!! – della guerra, ma anche delle nostre esistenze quotidiane e cittadine, che continuano. I punti focali su cui ci soffermiamo sono sostanzialmente 5:

ECONOMIA

- Budget Giornaliero Aumentato!

Nel corso della passata legislatura è passata questa nostra proposta di legge per la creazione di un budget giornaliero a favore dei municipi, per la regolazione dei mercati interni. L’operazione si è rivelata ottima, sia per le comunità locali, sia per le casse della Repubblica. Riteniamo sia possibile aumentare il budget disponibile, da 250 ducati giornalieri a 300 ducati giornalieri. Questo darà modo ai Sindaci di poter smaltire altri 50 ducati ogni giorno dal Mercato Cittadino!

- Creazione di un Magazzino
Purtroppo ultimamente a causa della Guerra, della continua richiesta di merci etc, la Repubblica ha incontrato delle difficoltà… a volte dovendo ricorrere ad acquisti "dell'ultim'ora"...
Credo che si debba, e sia possibile, creare un nutrito magazzino, in grado di soddisfare appieno ogni emergenza...
Pensiamo anche che sia possibile, qualora ce ne fosse bisogno, creare mandati ad hoc a persone di fiducia (Sceriffo, TM, Sindaco, ViceSindaco) per poter intervenire con 1-2000 ducati sui mercati cittadini, ripulirli e aumentare la capienza del magazzino...

DIFESA

Con la consapevolezza dell'enorme lavoro svolto in pochissimi giorni per creare e organizzare un esercito per contrastare Milano e Genova, la Libera Fratellanza Italica propone:

- La creazione di Reggimenti stabili e sempre disponibili nelle città di confine, che formeranno i drappelli di ogni esercito; cercheremo inoltre di evitare vuoti istituzionali, regolamentando affinché le figure legate alla città (VP , Tribuni e Sindaci) restino al loro posto.
- la creazione di un ruolo di controllo cittadino che garantisca la presenza dei soldati di ogni città nei drappelli di appartenenza per poter monitorare e tenere sempre sotto controllo la presenza e la reperibilità dei soldati sul territorio.
- la creazione di una scuola militare nella quale i generali più esperti potranno insegnare ai cadetti il funzionamento della guerra.
- lo sviluppo di un codice atto a migliorare il passaggio delle informazioni fra i reparti.
- la creazione di Protocolli d'azione per ogni evenienza ed esercitazioni militari.
- la limitazione del potere degli Ordini militari alla sola difesa del territorio… Di contro… essi saranno ufficializzati come Difensori della Patria.

DIPLOMAZIA

- In questo momento è fondamentale dare valore alla figura del Gran Ciambellano, che deve dare il suo contributo quotidiano all’organizzazione, alla comunicazione, al resoconto. Saranno suoi compiti inderogabili:
- cercare di aprire dei seri accordi con Croazia e Ungheria e consolidare i rapporti con i Regni Franchi.
- dare limpidezza ai rapporti fra Venezia e Modena
- cercare di rimediare ai pessimi rapporti con Genova e Milano.

GIUSTIZIA

- Durante questo mandato sono state fatte ottime leggi; tuttavia… esse andrebbero divise in un Corpus Iuris Civilis, ovvero un corpus di libri divisi per temi
- Vanno anche riviste ed essenzializzate le ordinanze finora prodotte, talvolta nate senza un preciso piano di insieme, come conseguenza dello spontaneismo atipico, quando ancora le istituzioni non erano ben chiare e ben sviluppate.

CULTURA

Il nostro attuale pensiero va all’Università, e pertanto proponiamo:

- Una regolamentazione del Senato Accademico e della figura del Rettore ( in termini di durata, finalità, eventuale direzione politica, etc...) "







Gli occhi levati al cielo. Poi l'Araldo scende lentamente i gradini dai quali aveva parlato.
Si allontana camminando pacatamente tra l'aria densa della piazza, lasciandola gremita di voci, sussuri e sguardi...
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